SULLA SCIA DI UN FORTE LEGAME FRANCESCANO

Monsignor Sorrentino presiede la celebrazione in onore di Santa Angela da Foligno

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FOLIGNO – È stata presieduta dal vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, nella chiesa dell’oratorio della Madonna del Gonfalone, la celebrazione eucaristica di giovedì 4 gennaio in occasione della solennità di Santa Angela da Foligno. Alla presenza delle autorità comunali e di un gran numero di fedeli accorsi per rendere omaggio alla mistica e terziaria francescana, maestra dei teologi, che seguendo l’esempio di San Francesco si dedicò completamente a Dio, la santa messa è stata concelebrata dal vescovo di Foligno monsignor Gualtiero Sigismondi che ha sottolineato il forte legame francescano che unisce le chiese di Assisi e Foligno.

“I santi spiegano la parola di Dio con la loro vita. Ma anche la parola di Dio aiuta a comprendere il loro vissuto”. Lo ha detto monsignor Sorrentino durante l’omelia, soffermandosi così sulla vita di Santa Angela da Foligno e sui suoi scritti che “trasudano il mistero di Dio uno e trino. Ne fanno percepire l’immensità, ne esprimono il carattere indicibile. Quello di Angela – ha sottolineato il vescovo – è un messaggio di grande efficacia e anche di grande attualità. Il punto di riferimento della sua nuova vita, totalmente immersa nel mistero di Dio, lei stessa lo riconosce nell’esperienza mistica fatta ad Assisi nel corso del suo pellegrinaggio alla tomba di Francesco. Fu una grazia travolgente. Al punto che ella non poté trattenere grida inconsulte che imbarazzarono il frate che sarebbe stato poi lo scrittore fedele delle sue testimonianze mistiche. Quando lo Spirito Santo arriva come vento gagliardo e lingue di fuoco, non c’è altro da fare che quello che fece Angela. Nel suo memoriale – ha precisato monsignor Sorrentino – torna più volte un termine che oggi stiamo riscoprendo anche nella vita e nel messaggio di Francesco di Assisi: spogliazione. Come il giovane ricco di Assisi, che si spogliò di tutti i suoi beni, lo abbiamo ricordato ad Assisi erigendo il ‘Santuario della Spogliazione’, anche Angela dovette spogliarsi, e non solo di cose, ma di se stessa. Dovette convertirsi alla logica del Vangelo. Ci fu tanta sofferenza nella sua vita personale e familiare, con lutti cocenti che dovettero stritolare la sua carne, prima che ella potesse gustare la bellezza e la dolcezza dell’unione sponsale con Cristo. Il Paradiso comincia già su questa terra – ha affermato il vescovo – , nonostante tutte le fatiche e le croci che caratterizzano il nostro cammino nel mondo. Un paradiso di cui siamo chiamati a fare esperienza personale, ma anche comunitaria. Certo, difficilmente potremmo aspirare ai doni singolari come quelli di Angela. Essi dipendono solo dalla grazia sorprendente di Dio. Ma incontrandoli nella santità di chi li ha sperimentati, ci accorgiamo che essi hanno una sorta di riverbero che illumina tutto il corpo della Chiesa. I santi spiccano nel panorama ecclesiale, ma anche fanno da collegamento. Essi agevolano il cammino della grazia, e mettono in comunione le persone. Lo si vede anche in Angela, la cui santità già in vita suscitò intorno a lei un cenacolo di persone. La santità della Chiesa nasce nella comunità e fa nascere comunità. Affido all’intercessione di sant’Angela – ha concluso il vescovo – le nostre due Chiese di Foligno e Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, legate da tante grazie di santità specialmente francescana, perché crescano in questa direzione mostrando al nostro tempo e al nostro territorio tutta la fecondità del messaggio cristiano”.

 

In allegato l’omelia del vescovo monsignor Domenico Sorrentino