ASSISI - “La breve vita di Carlo è stata un inno di lode, si è spento rallegrandosi di non aver sprecato mai il tempo: Carlo santo per la Chiesa rimane per noi un segno che ha voluto inviarci per avere speranza nel futuro, nei giovani e nel loro cuore aperto alla fede”. Sono le parole del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito della diocesi di Perugia – Città della Pieve, pronunciate durante la santa messa nella Chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione in ricordo del primo anno dalla canonizzazione del giovane Santo Millennial avvenuta il 7 settembre 2025 a Roma; alla celebrazione hanno partecipato tanti fedeli e anche Andrea Acutis, il papà di Carlo.
“Fratelli, sorelle - le parole del cardinale - con viva emozione celebro il ricordo del primo anniversario della canonizzazione di Carlo Acutis. Parole come ‘con tutto il cuore ti cerco, non farmi deviare dai tuoi precetti’ sono parole che delineano la vita di san Carlo e che ci permettono di percorrere la strada della santità come ha mostrato Carlo. Un anno fa Papa Leone XIV ha canonizzato due giovani, Frassati e Acutis: tutti abbiamo ancora dinanzi agli occhi le immagini di piazza San Pietro ricolma di ragazzi. Il Santo Padre ebbe a sottolineare come i santi sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita ma a orientarla verso l’altro facendone un capolavoro. I santi ci incoraggiano con le loro parole: ‘Non io ma Dio’, diceva Carlo; e Pier Giorgio Frassati: 'Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine'. Formule semplici ma vincenti di santità - ha detto Bassetti - e testimonianza che siamo chiamati a seguire. Qui ad Assisi abbiamo due eccelse figure di santi che ci ricordano la possibilità di un cambiamento interiore, Francesco e Chiara, la cui spiritualità e santità ancora meravigliano il mondo: erano giovani e immersi in cose vane, ma poi hanno sentito l’invito a cambiare vita e sono diventati due giganti della fede. Francesco e Carlo sono vissuti in tempi diversi ma entrambi hanno capito che beni e allettamenti del mondo sono spazzatura a confronto della bellezza della vita in Cristo. Ci commuove l’esperienza umana e cristiana di Carlo Acutis, che sceglie di non omologarsi e di non essere una fotocopia: vuole vivere con i talenti ricevuti e con la sua originalità di figlio di Dio e, assiduo nel frequentare la santa messa e l’adorazione eucaristica davanti al Santissimo, si trasfigura come se entrasse in dialogo profondo col Signore. Questa preghiera, insieme al rosario, lo rende un vero testimone cristiano, non ha paura di confrontarsi con gli amici a scuola, aiuta i poveri e la fede profonda diventa carità e condivisione. Papa Francesco lo ha citato nel documento finale del sinodo dei giovani, additandolo come modello per le nuove generazioni per il suo rapporto sano con le nuove tecnologie: c’è bisogno oggi di giovani che, come Carlo, sono capaci di testimonianza per affrontare la nuova evangelizzazione. Dio sta preparando una nuova primavera del vangelo e Carlo è una delle rondini significative di questa primavera: San Carlo - l’appello finale di Bassetti - continua a portarla con i tuoi esempi, la tua preghiera e la tua intercessione questa primavera tra i giovani e tra noi perché ne abbiamo tanto bisogno”.
Alla cerimonia erano presenti moltissimi fedeli arrivati proprio per questo anniversario che ha fatto toccare al Santuario della Spogliazione quasi 1 milione 200mila visite alla tomba dalla canonizzazione al 7 settembre 2026.






