ASSISI – “Nel Tempo del Creato che le chiese cristiane stanno vivendo, l’intenzione che affidiamo alla preghiera del prossimo 27 settembre riguarda una conseguenza delle guerre troppo spesso ignorata: la devastazione dell’ambiente”. Lo scrive il vescovo monsignor Felice Accrocca nell’invito alla preghiera lanciato in occasione dell’appuntamento di preghiera per la pace che si ripete il 27 di ogni mese in ricordo dello storico incontro interreligioso del 1986 voluto da San Giovanni Paolo II.
“Le guerre – scrive ancora il vescovo – non uccidono soltanto le persone. Avvelenano l’aria, contaminano terreni e falde acquifere, incendiano foreste e coltivazioni, distruggono ecosistemi e infrastrutture idriche, disseminano sostanze tossiche e lasciano ferite che continuano a produrre morte ancora molto tempo dopo il silenzio delle armi. Anche la ricostruzione di ciò che è stato distrutto richiede enormi quantità di energia e materie prime. Uno studio di Scientists for Global Responsibility e del Conflict and Environment Observatory stima che l’impronta climatica complessiva degli apparati militari rappresenti circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra. Una stima che, peraltro, non comprende molti effetti indiretti delle guerre, come gli incendi, gli spostamenti forzati delle popolazioni e la ricostruzione. Se gli eserciti del mondo fossero uno Stato, avrebbero la quarta impronta climatica del pianeta. Eppure, la rilevazione delle emissioni militari resta lacunosa e spesso volontaria, mentre manca un sistema internazionale specifico ed efficace che obblighi a misurare, prevenire e riparare i danni ambientali dei conflitti. Il 27 settembre – prosegue monsignor Accrocca – preghiamo, ciascuno secondo la propria fede e tradizione, perché cresca la consapevolezza che custodire il creato è parte essenziale della costruzione della pace. Preghiamo perché la comunità internazionale colmi questo vuoto, renda trasparenti le emissioni degli apparati militari e riconosca l’ambiente come una vittima della guerra da proteggere. Alla preghiera uniamo l’azione: chiediamo regole vincolanti, controlli indipendenti e responsabilità certe. Non ci sarà pace tra i popoli finché continueremo a fare guerra alla Terra. Proteggere la casa comune significa proteggere la vita e il futuro di tutti.
Come di consueto non è previsto un momento comune, ma ognuno è invitato a pregare per questa intenzione nell’arco della giornata del 27 settembre.
In allegato l’invito alla preghiera del vescovo monsignor Felice Accrocca






