Vescovi della Cei accolti al Santuario della Spogliazione

ACCROCCA: “L’EPISCOPIO È UNO DEI LUOGHI PIÙ FRANCESCANI DI ASSISI”

ASSISI – “L’Episcopio è uno dei luoghi più attestati riguardo alla vita di Francesco fra i luoghi di Assisi. È chiaro che un uomo che vive tanti anni in città, chissà in quante case entra, chissà quante strade calpesta, ma noi non ne abbiamo attestazione. Mentre questa porta l’ha passata prima che si spogliasse – ha aggiunto il vescovo – : quando Francesco ancora non aveva chiaro cosa fare, però i suoi criteri precedenti di vita stavano vacillando, non ne parlava con nessuno se non qualche volta con Dio, e qualche volta col Vescovo di Assisi”.

Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, arcivescovo monsignor Felice Accrocca, nel pomeriggio di sabato 3 ottobre in Episcopio ad Assisi, ai vescovi del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, e ai tanti pellegrini presenti, in occasione della solennità di San Francesco.

I vescovi sono stati accolti nella Sala della spogliazione dal vicario generale, don Giovanni Zampa e dalla direttrice dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi Marina Rosati, alla scoperta dell’antico episcopio al tempo di San Francesco e poi sono stati accompagnati a visitare la Porta di Francesco e il Museo della Memoria.

“Quindi è chiaro – ha aggiunto il vescovo -, non è che possiamo supporre che il Vescovo andasse a casa sua o che parlassero per strada. Non è attestato, ma è già chiaro che lui frequentava in qualche modo il vescovo, che gli faceva un po’ da riferimento, da padre, da colui che lo aiuta: perché quando uno sta cercando di capire i progetti di Dio, soprattutto sulla sua vita è anche opportuno che non lo faccia da solo: ci vuole un riferimento, e per Francesco era il Vescovo. Poi ci sono state anche altre presenze, per esempio durante la malattia e nelle ultime settimane di vita. Qui compone la strofa di Sorella morte e la strofa del perdono – ha concluso il vescovo – : e quindi questo è uno dei luoghi più francescani di per sé di Assisi. Oggi il percorso si snoda in gran parte da una basilica all’altra, perché quella è la strada, ma quelle non c’erano! Quando Francesco era vivo non c’erano! Oggi mantengono il suo corpo, sono la calamita attorno a cui ruota Assisi, indubbiamente: però, per quanto riguarda la sua vita, quei luoghi non c’erano. C’era invece la chiesa di Santa Maria Maggiore, la casa del vescovo”.