ASSISI - La figura di San Francesco come uomo di pace non è un'attualizzazione moderna, ma trova fondamento negli scritti e nella vita stessa del Santo. Lo ha affermato monsignor Felice Accrocca, vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, intervenendo al forum «San Francesco e la pace», organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio nell'ambito dell'Incontro internazionale per la pace. Secondo il vescovo, agli scritti francescani si aggiungono "una serie di fatti al di sopra di ogni sospetto narrati nelle fonti agiografiche", come gli interventi pacificatori ad Arezzo, Siena e Bologna, città segnate da conflitti e lotte intestine. L'esperienza di Francesco continua a interrogare il presente, offrendo una risposta anche alla solitudine crescente attraverso una fraternità capace di delineare un autentico progetto di umanità.
Il cardinale Matteo Maria Zuppi ha sottolineato come Francesco, inizialmente attratto dalla vita cavalleresca, abbia trasformato la propria vocazione, diventando "un cavaliere della povertà, dell'umanità". Gli episodi dei briganti di Montecasale e del lupo di Gubbio mostrano concretamente questo metodo: andare incontro a chi è considerato nemico, comprenderne le ragioni e ricostruire una relazione. Per la pace, non basta interrompere la violenza, ma occorre risalire alle origini del conflitto e affrontarne le cause.
Il giornalista Aldo Cazzullo ha invece messo in guardia dal rischio di applicare categorie contemporanee a una figura medievale, sostenendo che Francesco "è già attuale, anzi: urgente". Cazzullo ha ricordato che il vero miracolo di Francesco è la possibilità di cambiamento dell'essere umano: la capacità di dialogare, superare l'ostilità e diventare migliori, come individui e come popoli.
Martedì l'incontro dal titolo “1986-2026: l’attualità dello Spirito di Assisi”, con don Tonio Dell’Olio, Muhammad Abdul Khabir Azad, Grande imam della moschea di Lahore, Jaron Engelmayer, Rabbino capo di Vienna, padre Enzo Fortunato, il cardinale Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaabaatar, Katherine Marshall, vice presidente G20 Interfaith association, Shoten Minegishi, Buddismo Soto Zen e Alberto Quattrucci della Comunità di Sant’Egidio. È stato tra l'altro ricordato come ad Assisi ogni 27 del mese si preghi per la pace e si invitano le religioni a farlo: un appello a pregare per la pace come in Diocesi si fa da un decennio.
Oggi pomeriggio dopo la preghiera dei cristiani all’interno della Basilica Inferiore di San Francesco e quella -in contemporanea, in 13 luoghi e sedi diverse della città - dei rappresentanti delle differenti tradizioni religiose mondiali che si riuniranno in preghiera ciascuno secondo le proprie modalità e tradizioni, nella piazza inferiore si terrà la cerimonia finale. Sul palco siederanno 80 leader e rappresentanti delle religioni mondiali che - dopo la lettura del messaggio di Papa Leone XIV e i discorsi conclusivi - parteciperanno al suggestivo gesto dell’accensione dei candelabri di pace, accompagnato da brani musicali.







