L’APPELLO FINALE DIFFUSO AL TERMINE DELL’INCONTRO PACE DISARMATA E DISARMANTE

ASSISI – Pubblichiamo il testo dell’appello finale diffuso al termine dell’Incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante”, in corso ad Assisi dal 25 al 27 ottobre:

Donne e uomini di differenti religioni, persone di buona volontà, ci siamo raccolti ad Assisi, consapevoli che la pace è un “cantiere aperto a tutti”, e di tutti è la responsabilità per trovare le strade per una “pace disarmata e disarmante”.

In questi 40 anni abbiamo pregato, sognato e lavorato per un mondo più fraterno e senza guerra. Abbiamo sperimentato la forza storica della preghiera. Abbiamo visto cadere il Muro di Berlino e tanti muri che dividevano il mondo da generazioni. Abbiamo visto guerre che si prolungavano da anni chiudersi con accordi di pace. Abbiamo visto ridursi il terribile armamento nucleare. E’ diventato più evidente l’anelito dei popoli usciti dal Secondo Conflitto mondiale, che chiedevano: “Mai più la guerra”.

Il mondo oggi soffre per mancanza di dialogo e di visioni: questo mette a rischio le più grandi conquiste dell’umanità e la salvaguardia della terra. Non possiamo lasciare che il mondo ceda definitivamente alla logica della guerra e del conflitto nelle relazioni internazionali. Con la forza debole dei credenti, a nome dell’umanità, ripetiamo con le nostre parole l’appello degli antichi profeti: trasformiamo le armi e le spese per gli armamenti in acqua, cibo, scuola, lavoro, aria pulita, città vivibili per tutte le generazioni, cure accessibili a tutti.

“Siamo tutti sulla stessa barca”: ce lo mostrano le pandemie, la crisi climatica, le guerre, le migrazioni, il rischio nucleare e il riarmo, le sfide dell’I.A. Per questo è decisivo allargare il dialogo. Abbiamo bisogno di un dialogo planetario per il bene dell’umanità.
O riusciremo a porre fine alle guerre o davvero le guerre porranno fine all’umanità. Il mondo, nostra casa comune, è uno solo: ci è stato dato in eredità e tale dobbiamo lasciarlo alle future generazioni. Liberiamolo allora dall’incubo nucleare! Il riarmo è un piano inclinato: de-escalation!

Non moltiplichiamo nei cuori e alle frontiere quei muri che impediscono di vedere l’altro come fratello, come sorella. Ricordiamocelo: solo la pace è la vera cura dalla paura, disarma i cuori con il dialogo, ci fa riconoscere in tutti i popoli i tratti della stessa umanità.
Basta con le guerre! Basta con la cultura della guerra, scegliamo la creatività del dialogo e l’audacia della pace, per guarire il mondo dalla malattia della guerra e ridurre i conflitti sociali. Chiediamo di rinunciare al culto della forza e alla pedagogia della paura e del sangue, che fa confondere la linea tra bene e male: anestetizza il senso di umanità e favorisce la cultura di morte. È ora di riabilitare la pace.

Che ogni luogo di culto e di preghiera diventi casa di pace e solidarietà umana! Le religioni offrono quello che hanno ricevuto da Dio: l’amore, la sapienza, il valore della vita, la conoscenza delle debolezze umane, il perdono. Sono sempre più consapevoli che i popoli hanno un destino comune. Perché nessuno si salva da solo, neanche le nazioni.

Scegliamo per una cultura e una pedagogia della non violenza e del dialogo.

Nessuna guerra è santa. Mai la guerra può essere fatta in nome di Dio! Sì, solo la pace è santa.

Voglia l’Onnipotente concedere al mondo il dono preziosissimo della Pace di cui l’umanità ha oggi bisogno come non mai.

Assisi, 27 ottobre 2026