“SI CONVERTANO LE ARMI IN STRUMENTI PER DARE PANE ALLA GENTE”

A Santa Maria degli Angeli grande partecipazione al rosario per la pace presieduto dal vescovo

ASSISI – “Abbiamo invocato la Madre di benedire tanto gli innocenti quanto i colpevoli. E tuttavia ciò è vero perché il Signore fa piovere sopra i buoni e sui cattivi, fa sorgere il sole sopra i giusti e sopra gli ingiusti, ma è anche vero che un giorno, come dice l’apostolo, tutti dovremo comparire davanti al tribunale di Cristo e, allora, è giusto avvertire i colpevoli che è meglio incontrare qui il Signore come Padre e riconoscerlo come Padre piuttosto che doverlo incontrare domani come giudice con dei peccati sullo stomaco, con dei peccati difficilmente assolvibili”.

Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Felice Accrocca durante la recita del santo rosario, presieduto nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, accogliendo l’invito di Papa Leone XIV di pregare per la pace.

Il vescovo ha poi fatto accenno al Canto VIII dell’Inferno di Dante Alighieri ed ha spiegato la parola che Dante mette in bocca a Virgilio. “La citai – ha detto il vescovo - già nel giorno dell’ingresso. Attraversando la palude stigia, Virgilio commenta: quanti si tengono or lassù, quanti nel mondo si ritengono gran regi, che qui staranno come porci in brago, di sè lasciando orribili dispregi!. La storia è piena di uomini grandi che hanno avuto un potere enorme, che hanno portato nei cimiteri milioni di innocenti e la storia li ricorda così: come mostri non certo da imitare. Oggi chi sta seminando tanti lutti e tante miserie, chi sta prendendo decisioni che vanno a finire sul collo degli innocenti pensino, come ha detto Papa Leone, che dovranno rendere conto a Dio. E noi dobbiamo pregare per queste persone, pregare sul serio perché si convertano, perché scoprano la misericordia di Dio, il suo amore e mettano l’enorme potere che hanno nelle mani a servizio di un ideale di misericordia, di perdono. Mettano al centro delle loro azioni i poveri, i piccoli. Si impegnino per convertire le armi in strumenti per dare pane alla gente, come vedeva con visione utopica il profeta Isaia. La Vergine degli Angeli interceda perché tutto questo si realizzi”.

Sono stati tanti i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli che hanno partecipato, in un clima di grande raccoglimento, alla preghiera del santo rosario iniziata nella Basilica e proseguita con la processione aux flambeaux sulla piazza antistante la Basilica, accompagnando la statua della Madonna tra canti e preghiere.

Per vedere il momento di preghiera cliccare qui