ASSISI – “San Francesco e la preghiera della pace” è il tema esaminato dal vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Felice Accrocca, nella sesta pillola francescana, uscita venerdì 7 luglio, nella rubrica “FeliCitazioni francescane”. “Se chiediamo – dice il vescovo – a un campione di cento persone di indicare quale è il testo loro preferito tra quelli di Francesco, sono convinto che la maggioranza, non solo relativa ma probabilmente la maggioranza assoluta, risponderebbe la preghiera per la pace. È un testo di Francesco? – scrive il vescovo No non lo è: è un testo moderno che nasce nel 1913 su un fogliettino parrocchiale francese e poi per una storia intricata diventa famoso”.
Come ricostruisce il vescovo, Il 20 gennaio 1916, durante la prima guerra mondiale, l’Osservatore Romano dedicava quasi per intero la prima pagina ai problemi del conflitto; sull’ultima colonna compariva poi un breve pezzo intitolato: Le preghiere del «Souvenir Normand» per la pace, nel quale si riportava la preghiera che molti, ancora oggi, attribuiscono al Santo di Assisi. Fu L’Osservatore Romano, dunque, a conferire notorietà internazionale alla preghiera, tanto è vero che qualche giorno dopo (il 28 gennaio) essa veniva pubblicata di nuovo da La Croix. E forse è proprio a L’Osservatore, che giudicava il testo di una «toccante semplicità», che bisogna risalire per rintracciare le origini del titolo, pian piano impostosi definitivamente, di Preghiera semplice. “È una preghiera bella e quanto mai attuale ma non è di Francesco. Questo significa – conclude monsignor Accrocca – che dobbiamo sempre verificare le notizie che ci arrivano. Io cerco di verificare le fonti? Cerco di capire se una notizia che mi arriva è vera? Questo è un tema di grande attualità sul quale dobbiamo interrogarci. Abbiamo desiderio di farlo?“.






