FOLIGNO – In occasione della XXXIV Giornata mondiale del malato, che si celebrerà l’11 febbraio, il tema scelto da Papa Leone – «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro» – invita a riflettere sul valore della compassione come fondamento della cura e della prossimità verso chi soffre.
La compassione non è solo un sentimento, ma uno stile di vita che invita a fermarsi, ad ascoltare e a farsi prossimi di chi soffre. In un mondo che corre veloce e spesso lascia indietro i più fragili, riscoprire la compassione significa restituire centralità alla relazione, all’attenzione e alla cura dell’altro.
Alla luce di queste riflessioni, gli uffici per la pastorale della salute e per l’ecumenismo delle diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino e di Foligno organizzano la tavola rotonda dal titolo: “Salute e malattia: fedi e culture in dialogo”.
L’evento si terrà martedì 10 febbraio alle ore 17.00, presso il centro “Fratelli Tutti”, in viale Ancona n.141 a Foligno.
“L’incontro – spiegano gli organizzatori – nasce dalla consapevolezza che la nostra società è sempre più multiculturale e multireligiosa. Ogni cultura e ogni fede portano con sé una propria visione della salute, della malattia, della sofferenza e della morte. Comprendere queste differenze è fondamentale per promuovere una cura più umana, rispettosa e inclusiva, soprattutto nei contesti sanitari”.
Alla tavola rotonda interverranno:
-Francesco Corea, neurologo presso l’ospedale di Foligno
-Fr. Adriano F. Bertero, già cappellano dell’ospedale Silvestrini di Perugia
-Zineb Moujoud, psicologa presso il centro culturale islamico di Perugia
-Maymouna Abdel Qader, referente per il dialogo interreligioso della comunità islamica di Perugia
-Padre Sebastian Lungu, parroco della chiesa ortodossa romena di Foligno-Spoleto
Modera l’incontro fratel Gabriele Faraghini, direttore dell’Ufficio ecumenismo e dialogo Interreligioso della diocesi di Foligno.
“Affrontare la malattia con serenità, anche sul piano psicologico e spirituale – aggiungono gli organizzatori -, aiuta a vivere meglio la sofferenza e migliora il rapporto tra pazienti e operatori sanitari. Tuttavia, le differenze culturali e religiose possono rendere più complessa la comunicazione. Per questo è importante creare occasioni di dialogo e formazione che favoriscano l’ascolto reciproco e il rispetto delle identità. L’incontro costituisce un’opportunità preziosa per riflettere insieme su come costruire una cultura della cura fondata sull’accoglienza, sul dialogo e sulla collaborazione tra istituzioni sanitarie, comunità religiose e volontariato, nella consapevolezza che la fragilità e la sofferenza accomunano ogni persona. Lavorare su valori condivisi rappresenta oggi una sfida capace di rispondere in modo più umano ed efficace ai bisogni della società contemporanea”.
In allegato la locandina






