IL MUSEO DI SAN RUFINO DIVENTA LABORATORIO DI EMOZIONI

La struttura ha aperto le sue porte a quattro ospiti del Centro Diurno Alzheimer di Bastia Umbra

ASSISI – L’arte come medicina dell’anima, capace di superare le barriere della malattia e parlare direttamente al cuore. Un’iniziativa dove l’opera d’arte diventa un attivatore di emozioni e relazioni. Con questo spirito il Museo di San Rufino ha aperto le sue porte a quattro ospiti del Centro Diurno Alzheimer di Bastia Umbra e alle loro operatrici. Non una semplice visita guidata, ma un viaggio sensoriale progettato per valorizzare il momento presente e generare benessere, in uno spazio accogliente e totalmente privo di giudizio, un’area del Museo intima e confortevole. /p>

La visita non ha seguito un approccio accademico, ma si è incentrata sulla visione di una sola opera, l’edicola con la Madonna e il Bambino di Matteo da Gualdo, scelta per la sua forte carica espressiva. Durante l’osservazione si è adottato un approccio sensoriale e ogni parola, gesto o silenzio scaturito è stato accolto e valorizzato. Il laboratorio finale è stato un momento di forte condivisione e ha prolungato l’esperienza emotiva dell’incontro attraverso il fare manuale: spazio alla creatività con la realizzazione di un braccialetto rosso, ispirato al particolare dell’opera vista in precedenza. Il disegno dell’icona sacra è stato colorato liberamente, nel rispetto della libertà espressiva di ognuno, permettendo ai partecipanti di trasformare le emozioni vissute in un ricordo concreto e tangibile./p>

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