INGRESSO A FOLIGNO PER IL NUOVO VESCOVO ACCROCCA

ASSISI – “Meditando sulla Passione mi sento come quell'asino che viene preso per portare il Signore. Il Signore ha bisogno di quell'asino. Oggi lui ha chiesto a me, come a quell’asino, che ha bisogno di me. Il Signore si serve di noi. Ma è più vero che io ho bisogno di voi, di tutti, dei confratelli sacerdoti e diaconi, ma di tutti, della vostra ministerialità piena dei vari servizi”. Lo ha detto il vescovo monsignor Felice Accrocca, durante l’omelia della solenne celebrazione di insediamento di sabato 28 marzo nella cattedrale di San Feliciano a Foligno.

“Cercherò di essere essenziale – ha detto -. Il racconto della Passione ci coinvolge in prima persona. Noi tante volte la grande tentazione alla quale dobbiamo resistere è quella di voler salvare noi stessi al prezzo degli altri: perdiamo noi stessi e gli altri. Gesù salva noi tutti a prezzo di sé”.

Parlando della Chiesa ha sottolineato che “possiamo anche pensarla a partire da questo edificio. Pietro parla di un edificio fatto di pietre. Ci sono pietre che sono più in evidenza, tutti le notano e ci sono pietre che nessuno vede, sono dentro i muri. Ma senza quelle pietre che nessuno vede l’edificio non si regge. Il vescovo è una pietra posta in evidenza, ma poi la chiesa è fatta di tanti servizi. La Chiesa ha bisogno di tutti voi, perché noi siamo la chiesa. Abbiamo bisogno gli uni dagli altri, tutti siamo utili. Ci sono ministeri che hanno maggiori responsabilità, e io non voglio sottrarmi alle mie, ma tutti insieme siamo chiesa e abbiamo bisogno gli uni degli altri”.

Come già detto ad Assisi, il vescovo ha ribadito che al momento non ha programmi ed ha spiegato che “li faremo insieme attraverso un discernimento comunitario che poi trova nel vescovo il punto di sintesi. Allora l’invito è questo: a camminare insieme nel rispetto delle specificità dei ministeri, a camminare insieme anche con le istituzioni civili nel rispetto reciproco delle diversità e dei limiti che ogni istituzione ha. Ci aiuti il Signore a fare - come diceva monsignor Sorrentino all’inizio - di questa chiesa una casa e delle nostre case una chiesa. A Vivere il vangelo dove la vita quotidiana pulsa, a riportare lo Spirito del Signore nella vita quotidiana. I Santi Patroni ci aiutino – ha concluso – a camminare oggi sulle vie del Vangelo”.

All’inizio della celebrazione il vescovo monsignor Domenico Sorrentino ha portato il suo saluto di benvenuto.

“Caro fratello Felice – ha detto monsignor Sorrentino -, benvenuto a ‘lu centro de lo munno’. Così da sempre si considerano, scherzando, i cari fedeli e concittadini di questa Città. Ma la teologia mistica, a cui i folignati sono introdotti da una mistica di primo livello come Sant’Angela, trasfigura anche i detti scherzosi, e la Foligno cristiana sa di poter diventare veramente ‘lu centro de lo munno’ nella misura in cui si apre a Cristo, dato che è Cristo, e solo Cristo, è il centro del mondo”.

È seguita la lettura della Bolla Pontificia emessa dal Sommo Pontefice che poi è stata mostrata pubblicamente e infine l’annuncio del nuovo vescovo e la consegna del pastorale.

Il vescovo ha baciato l’altare maggiore e indossando la mitria e tenendo il pastorale è salito sulla cattedra di San Feliciano. A seguire alcuni fedeli religiosi e presbiteri lo hanno raggiunto per rendergli omaggio e obbedienza a nome della diocesi.

Al termine della celebrazione sono seguiti i saluti dell’arcivescovo monsignor Renato Boccardo presidente della conferenza episcopale umbra e delegato ad omnia, don Giovanni Zampa.

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Saluto di benvenuto di monsignor Domenico Sorrentino

Saluto di benvenuto di Mons. Domenico Sorrentino