Cattedrale di San Rufino gremita per la veglia pasquale presieduta dal nuovo vescovo Accrocca

MONSIGNOR ACCROCCA: “IN QUESTA NOTTE SANTA FACCIAMO ESPERIENZA DI UNA LIBERTÀ RICONQUISTATA”

Nuovo risveglio cristiano: impartiti i sacramenti di iniziazione cristiana a sette catecumeni: una famiglia albanese, due americani e un giovane di origini tedesche

ASSISI – “La Pasqua è il passaggio dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio. Possa davvero ognuno di noi fare esperienza di liberazione, esperienza di una libertà riconquistata”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Felice Accrocca, sabato Santo, 4 aprile, durante la Veglia pasquale celebrata nella cattedrale di San Rufino ad Assisi.

“Questa è la notte – ha sottolineato il vescovo -. Abbiamo cantato nell’annunzio del preconio pasquale in cui hai vinto la morte e dagli inferi sei risorto vittorioso.  Questa è la notte attraverso la quale con la colonna di fuoco hai guidato il popolo nella marcia verso la libertà. La notte segna il passaggio dalla schiavitù alla libertà. Abbiamo ascoltato dal libro dell’Esodo il passaggio del mare: Israele è come schiacciato, oppresso davanti c’è il mare e dietro l’esercito del faraone, allora il più potente della terra. Era una situazione più grande di loro, impossibile da superarsi, eppure l’autore del Libro Sacro ci aiuta proprio a cogliere il passaggio. ‘L’Angelo del Signore che precedeva l’accampamento di Israele da davanti passò indietro: è il momento di svolta. Non è più Israele che combatte contro l’Egitto, ma è il Signore che combatte e le cose cambiano anche la colonna di fuoco da davanti passò indietro. In quel momento la situazione si rovescia e le parti si invertono”.

Il vescovo si è interrogato su quante volte nella vita “ci siamo trovati forse in situazioni identiche stretti davanti e dietro da problemi, da situazioni più grandi di noi. Questo può avvenire ad ogni età – ha detto - . Può avvenire all’adolescente che si trova davanti a problemi affettivi, a problemi scolastici, a tensioni con i genitori, con gli amici e sente le cose più grandi di lui. Può avvenire ad un padre di famiglia prova un momento difficile: il lavoro che sta perdendo, le tasse da pagare. Quante volte ci troviamo così, stretti davanti e dietro e sembra di non poterne uscire e quante volete abbiamo fatto l’esperienza che il Signore ci ha come ripescati dal fondo e riportati a galla, quante volte abbiamo sentito che lui è sceso al nostro fianco e ci ha aiutato a superare l’ostacolo, quante volte ci è stato chiesto di morire a noi stessi e forse non ce l’abbiamo fatta”. Parlando della schiavitù del peccato il vescovo ha detto che “il peccato genera una schiavitù nella persona. Un po’ come la persona che è dipendete da qualcosa: possono essere sostanze tossiche, l’alcool, il telefonino. Una dipendenza a volte se ne vorrebbe uscire, ma non ci si riesce è più forte di noi ci si sente schiavizzati. Il peccato è una situazione analoga. Solo l’incontro da Cristo può liberarci dal profondo, può aiutarci a fare Pasqua ma bisogna avere il coraggio di morire a noi stessi, di morire al peccato. Perché morire non è facile per niente, eppure la morte è necessaria, lo si vede dalla vita semplice: se un ragazzo vuole prendere una pagella occorre morire a sé stessi: devi studiare, devi stare al chiodo senza quella morte non c’è la vittoria. Se vuoi diventare un campione nello sport devi stare al chiodo: allenamenti, diete, orari, una vita ordinata. Se vuoi suonare e diventare un concertista devi fare ore di esercizi, solfeggi. Bisogna fare delle scelte nella vita e ogni scelta è negare qualcos’altro, se scelgo questo nego quest’altro perché è difficile morire. Ogni scelta è una morte, è rinuncia per qualcosa di più. È questo che oggi ci è difficile capire perché vorremmo tutto, subito e possibilmente senza sforzo. Ed è un inganno. Ecco morire a noi stessi, morire al peccato e rinascere con il Signore. È quello che stasera auguriamo ai nostri sette catecumeni che stanno per ricevere il battesimo e faranno il loro ingresso a pieno titolo nella comunità dei credenti. Possa davvero questo passaggio, questo entrare, essere come sepolti nella morte del Cristo, risorgere, questo scendere e risalire possa essere davvero l’inizio di una vita nuova nel Signore risorto e possano con la loro vita, con la loro testimonianza arricchire la comunità cristiana”. A seguire il vescovo ha impartito il Battesimo e i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana ai sette catecumeni, dopo un cammino di due anni; si tratta di una famiglia di origine albanese, genitori e due figli, una coppia americana da più di vent’anni in Italia e un giovane assisano di origine tedesca che avevano conosciuto il nuovo vescovo qualche giorno fa e gli avevano raccontato e manifestato la loro gioia di entrare nella chiesa cristiana.

Al termine della celebrazione il parroco don Alessandro Picchiarelli ha ringraziato il vescovo per la sua familiarità.

Sono stati tanti i fedeli che hanno partecipato alla Veglia e agli altri riti della Settimana Santa, celebrati per la prima volta dal nuovo vescovo, e che sono stati caratterizzati da momenti molto suggestivi ed emozionanti.

I riti della Settimana Santa sono stati trasmessi in diretta sui canali social della Diocesi attraverso Maria Vision (Sul canale nazionale 255 del digitale terrestre; per l’Umbria sul canale 78).

Per rivedere la diretta della Veglia pasquale cliccare qui