“SIAMO TUTTI THE CHOSEN?”: AD ASSISI UN TALK SUL POTERE NARRATIVO ED ECUMENICO DELLA SERIE TV

ASSISI – Può un’applicazione per smartphone diventare il veicolo di un profondo dialogo ecumenico e culturale? È questa la domanda centrale che ha guidato l’incontro «Siamo tutti The Chosen? Talk sul potere narrativo ed ecumenico di un’app», svoltosi il 27 giugno 2026 alle ore 17:30 nella suggestiva cornice di Assisi, presso la Biblioteca Diocesana “Don Cesare Provenzi” (Via del Torrione). L’evento si inserisce nel contesto delle celebrazioni del Centenario Francescano, evidenziando il legame profondo tra la narrazione spirituale e i nuovi linguaggi digitali contemporanei.

L’incontro, moderato da Silvia Guidi del Servizio Culturale de L’Osservatore Romano, ha visto il confronto tra diverse anime e professionalità che hanno orbitato attorno al successo della serie tv incentrata sulla vita di Gesù e dei suoi discepoli. Il tavolo dei relatori ha visto la partecipazione di: Nancy Antonazzo, autrice del libro Noi siamo The Chosen; Fra’ Nico Melato, autore del blog Vocazione Francescana; Elisabetta Marini, amministratrice della fan page italiana Amici di Jonathan Roumie; Roberta Tosi, storica dell’arte.

A testimoniare l’enorme lavoro di adattamento e l’impatto emotivo della serie sul pubblico italiano, interverranno anche i protagonisti del dietro le quinte dell’edizione italiana: Monica Patrizi, direttrice del doppiaggio della serie, insieme a due delle voci più amate della serialità televisiva nostrana, Emiliano Coltorti (voce italiana del protagonista Jonathan Roumie, che interpreta Gesù) e Roberta Pellini (voce italiana di Elizabeth Tabish, nel ruolo di Maria Maddalena).

La forza di questa serie è mettere Gesù al centro e questo permette di avvicinare tanti, anche giovani ma la bellezza è anche quella di rompere un po’ i confini, perché crea dialaogo anche attraverso i social non solo tra le varie confessioni ma anche trarede e chi non crede, come dice Fra’ Nico Melato.
Emiliano Coltorti sottolinea che per un attore avere l’occasione di recitare in un bel ruolo è un regalo, ti permette di provare emozioni, di entrare e respirare una vita che non è la tua ma che poi ti lascia qualcosa che ti porti dentro. Fortunato nel poter recitare la parte di Gesù dando voce ad un grande attore Jonathan Roumie, ed è così forte ciò che sento che a volte mi devo contenere. Sento la furia, la sofferenza, l’amore che l’attore mette nel personaggio.

Un appuntamento che ha permesso di comprendere come una produzione nata dal basso sia riuscita a scardinare le regole tradizionali della distribuzione televisiva, unendo milioni di spettatori in tutto il mondo attraverso lo schermo di un’app. I nuovi obiettivi raggiungere 600 lingue e 1B spettatori.