Omelia Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle Chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione, 11 ottobre 2026

11-10-2026

Omelia Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle
Chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione, 11 ottobre 2026

Omelia, 28ª domenica del Tempo Ordinario (Anno A)
Triduo di San Carlo Acutis, Assisi, 11 ottobre 2026
Isaia 25,6-10a; Filippesi 4,12-14,19-20; Matteo 22,1-14

Lodiamo il nostro amorevole Signore che oggi, nella ventottesima domenica del Tempo Ordinario, ci ha invitati al banchetto eucaristico. Questa giornata cade anche nel Triduo di ringraziamento per il dono di san Carlo Acutis, di cui domani celebreremo il ventesimo anniversario della morte. Le letture liturgiche di oggi ci offrono nutrimento spirituale e missionario, in sintonia con le virtù di san Carlo Acutis. Vorrei proporre alcuni spunti di riflessione.

Come primo punto, vorrei richiamare la vostra attenzione sull’immagine di un banchetto. Nella prima lettura, il profeta Isaia presenta il Signore come colui che offre a tutti i popoli un banchetto di cibi succulenti e vini raffinati, simboli della salvezza e della gioia che Dio offre a tutti i popoli. Nel Vangelo, Gesù paragona il Regno dei cieli a un re che organizza un banchetto di nozze per suo figlio, simbolo dell’amore dell’alleanza di Dio con noi, suggellato in Gesù, Suo Figlio. Dio prepara un banchetto. Dio invita gli ospiti. Fratelli e sorelle, se foste invitati al banchetto nuziale del figlio del re o del presidente, vi sentireste certamente privilegiati e onorati. Cambiereste i vostri programmi e i vostri impegni per poter partecipare al banchetto. Ma gli invitati nella parabola di Gesù reagiscono in modo del tutto irrazionale. Alcuni ignorano l’invito, altri danno la priorità ai propri affari personali e altri ancora mancano di rispetto e fanno del male ai servi del re. Questo ci insegna che le persone possono ignorare l’invito di Dio al banchetto più bello di tutti i banchetti. È successo in passato con il rifiuto dei profeti e di Gesù. E succede anche oggi. Ascoltiamo l’invito di Dio al suo banchetto di misericordia, perdono, salvezza, amore fedele e pace? Oppure siamo più attenti all’invito dell’indifferenza, all’invito dell’egocentrismo, all’invito dell’avidità e all’invito della violenza? Perché preferiamo nutrirci di egoismo e brutalità? Quello non è un banchetto! È diffondere veleno! Fratelli e sorelle, in ogni momento di ogni giorno riceviamo molti inviti. Siate attenti e sapete discernere. Non tutti gli inviti ci condurranno al banchetto di Dio. Alcuni inviti ci porteranno alla rovina. Seguite solo l’invito di Dio. San Carlo Acutis, dopo aver ricevuto la prima comunione all’età di sette anni, si rese conto che il Signore ci invita sempre al banchetto dell’Eucaristia. Carlo rispose fedelmente all’invito di Dio partecipando quotidianamente alla Messa, ricevendo Gesù nella Santa Comunione ogni giorno e adorando Gesù, il Pane della Vita. Carlo diceva: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo». Diceva anche: «Più Eucaristie riceveremo e più diventeremo simili a Gesù, e già su questa terra pregusteremo il paradiso». Se partecipiamo spesso al banchetto del Signore sulla terra, siamo sulla strada che conduce al banchetto in cielo. E il cibo è Gesù stesso, che si dona a noi. Non c’è cibo migliore della parola, del corpo e del sangue di Gesù. Ma se sulla terra frequentiamo banchetti di orgoglio, potere e violenza, potremmo rischiare la distruzione eterna. Cari giovani, ascoltate la voce di Gesù che vi invita alla sua festa, specialmente nell’Eucaristia. Rispondete prontamente e con entusiasmo. Non ve ne pentirete. Vi godrete momenti meravigliosi con Gesù.

Passo ora al mio secondo e ultimo punto. Il Re manda i suoi servi a convocare gli ospiti invitati al banchetto. Quando gli invitati rifiutano l’invito, il Re manda i suoi servi a invitare chiunque trovino per strada, buoni e cattivi che siano. Fratelli e sorelle, non siamo solo ospiti invitati al banchetto di Dio. Siamo anche i servi inviati dal Signore per invitare tutti i popoli al Suo banchetto. Egli ci manda come suoi servi e missionari con la buona novella dell’offerta di Dio di un posto al banchetto. Siamo inviati a tutte le persone, buoni e cattivi, che si trovano in diverse condizioni di vita. Prendiamo sul serio la nostra missione? Siamo disposti, in nome di Dio, a rivolgerci a ogni tipo di persona, ovunque si trovi: per strada, nelle scuole, negli uffici, negli ospedali, nelle baraccopoli, nelle zone di guerra, sui social media? Oppure scegliamo solo le persone e i luoghi che ci fanno comodo? E quale messaggio portiamo quando andiamo incontro alle persone? Portiamo l’invito di Dio alla sua festa d’amore, di salvezza e di pace? Oppure le invitiamo al pregiudizio, alla discriminazione, alla menzogna e alla violenza? San Carlo Acutis partecipava regolarmente al banchetto eucaristico, non per isolarsi dagli altri e dal mondo. Anzi, il banchetto del Signore divenne per lui una missione per invitare gli altri ad assaporare la bontà di Gesù. Carlo ispirò la sua stessa famiglia ad avvicinarsi a Gesù. Grazie a Carlo, Rajesh Mohur scoprì Gesù. Carlo nutriva un affetto speciale per i senzatetto. Faceva volontariato in una mensa per i poveri. Si schierava a difesa dei giovani vittime di bullismo. Donava vestiti usati ai poveri. Utilizzava il mondo digitale per celebrare i miracoli della festa eucaristica, le apparizioni della Beata Vergine Maria e i principi della fede cristiana. Carlo sfruttava ogni mezzo a sua disposizione per invitare le persone alla festa del Signore. Le semplici situazioni della vita quotidiana potevano trasformarsi in feste del Signore. Una volta disse: «Si fanno file chilometriche per assistere a un concerto e una partita di calcio, ma non vedo le stesse file per riempire le chiese per visitare Gesù presente nell’Eucaristia e questo dovrebbe farci riflettere». Il suo unico desiderio è che le persone si avvicinino a Dio e alla sua meravigliosa festa. «La felicità è uno sguardo rivolto verso Dio; la tristezza è uno sguardo rivolto verso se stessi. Dio, non io». Ha offerto le sue sofferenze causate dalla leucemia per il Santo Padre e per la Chiesa. Non solo è stato invitato a mangiare e bere al banchetto, ma ha anche portato altre persone, i suoi talenti, la compassione, l’amore per i poveri e per chi soffre. San Carlo Acutis può fare proprie le parole di San Paolo ai Filippesi: «so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza: sono allenato a tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in Colui che mi dà la forza». Ora san Carlo Acutis, vestito con le vesti nuziali, partecipa al banchetto nuziale eterno di Gesù. Uniamoci a lui nell’accettare l’invito del Re. San Carlo Acutis, prega per noi.