Al Santuario della Spogliazione celebrato il ventesimo anniversario d’ingresso di monsignor Sorrentino

“SONO STATI VENTI ANNI COLMI DI GRAZIE”

ASSISI – “A venti anni dal mio ingresso pastorale ad Assisi per me è questo è un momento di grazie intenso perché non so quanto sono stato privilegiato in questi anni. Grazia su grazia e proprio questo Santuario ne è una delle espressioni più forti. E dunque sono qui stasera a dire e a chiedere anche a voi di dire con me grazie al Signore, il Magnificat di Maria. È la sua festa oggi e vogliamo sentirla così come la mamma che ci viene incontro, ci appare per darci un’anticipazione del Cielo, e dicendoci e facendoci sentire che nella nostra fragilità abbiamo bisogno di misericordia e la dobbiamo chiedere con tutto il cuore”.

Lo ha detto monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra e di Foligno, all’inizio della santa messa concelebrata, mercoledì 11 febbraio nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione, nell’anniversario del suo ingresso nella diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino avvenuto nel 2006.

Durante l’omelia monsignor Sorrentino ha sottolineato che “se ci inoltriamo nel mondo, nel mistero, nelle Parole di Gesù ci accorgiamo che egli è davvero la parola: la Parola giusta per la nostra vita quella che ci illumina, ci dà il senso e il sapore del vivere su questa terra e nell’eternità, per cui siamo chiamati a rendere grazie, ad ammirare, a stupirci e tutta la nostra vita diventa uno stupore. Questo va applicato a ciascuno di noi, al proprio mondo, al proprio cammino: io in questo momento lo applico al cammino che il Signore mi ha fatto fare in questi venti anni a quante cose sono successe per me e che sono state per voi, per tutta la comunità”.

Monsignor Sorrentino ha poi ricordato il suo ingresso in diocesi e in particolare nel Santuario della Spogliazione – Palazzo Vescovile di Assisi.

“Questo luogo – ha detto - era bello perché storico, ma adesso dopo venti anni vediamo qualcosa che ci stupisce. In quell’anno moriva Carlo (Acutis), come avrei potuto immaginare di averlo oggi con le sue spoglie mortali qui, con un mondo che è richiamato da lui. Prima ancora di lui venni a scoprire, ad aprire uno scrigno perché era tutto bello, stava tutto contenuto dentro queste mura e anche se era difficile mi accorsi che giorno dopo giorno questo scrigno si apriva. Prima degli altri avevo un privilegio enorme, avevo la possibilità di cogliere tutte queste bellezze e la gioia di poter aprire questo scrigno e di poterlo far vedere a tutti: lo scrigno della spogliazione, questo gesto di Francesco è molto più di un gesto, è un riflesso di un mistero più grande, il mistero di Dio che si spoglia per noi e ci dice il suo amore. Come avrei potuto prevedere tutto questo? Ringrazio il Signore e la sua Madre Santissima che è stata con me di una tenerezza materna veramente incredibile”.

Infine ha ringraziato il Signore elevando le sue lodi a Maria. “Questa sera – ha concluso - nella festa della Madonna di Lourdes io dico il suo Magnificat e invito anche voi a dirlo con me mentre mi preparo con serenità, con tanta gioia nel cuore e con tanta riconoscenza a passare il testimone al mio caro fratello Felice che vi guiderà nei prossimi anni”.