CONSIGLIO PASTORALE INTERDIOCESANO, IL VESCOVO: “PROGRAMMARE LE ATTIVITÀ IN SINERGIA TRA I VARI UFFICI”

FOLIGNO – “La relazione impone una vigilanza su sé stessi molto forte. Per le relazioni autentiche c’è bisogno che ognuno la voglia centralmente. Finché non c’è questo aumenteranno le cose e aumenterà la frammentazione. Bisogna procedere facendo meno cose, ma facendole insieme per combattere la frammentazione. Nel tempo bisogna procedere a una riduzione delle iniziative degli uffici”. Lo ha detto il vescovo delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Felice Accrocca al consiglio pastorale interdiocesano che si è tenuto venerdì 8 maggio a Foligno nel salone parrocchiale della chiesa di San Paolo apostolo.

In dialogo con i membri dei consigli pastorali delle due diocesi sorelle sono stati evidenziati i punti forti e i punti deboli del proprio servizio pastorali e i partecipanti hanno dato il proprio contributo in vista dell’assemblea interdiocesana del 5 e 6 settembre.

Analizzando il tema della formazione il vescovo ha detto che essa “deve essere soprattutto esperienziale. Noi cresciamo facendo insieme le cose e lavorando insieme”. Per la formazione sia dei giovani che degli adulti ha suggerito di farla sotto forma di “esperienze concrete di volontariato”. Anche per quanto riguarda la verifica il vescovo crede che “sia fondamentale”. All’inizio dell’incontro il vicario generale don Giovanni Zampa si è soffermato sul Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,12-17) per spiegare l’espressione di Gesù che è un punto di partenza, ma soprattutto un punto di arrivo: non vi chiamo servi ma vi ho chiamato amici. “La parola servi – ha detto Don Giovanni – è a noi tanto cara perché nel linguaggio ecclesiastico servi significa ministri. Qui siamo tutti ministri, siamo tutti servi. Il compito del consiglio pastorale è fare questo salto, questa crescita, questa evoluzione: dal servizio all’amicizia. Gesù appena ha istituito l’Eucaristia e il Ministero dice non vi chiamo più ministri ma vi chiamo amici. Credo che questo sia soprattutto un luogo di amicizia, quello del consiglio pastorale è un po’punto di partenza ma soprattutto è un punto di arrivo dove tessere amicizie”.