IL MONDO VIENE DA SAN FRANCESCO E FRANCESCO RAGGIUNGE IL MONDO: PACE, DIALOGO E CURA DELLA CASA COMUNE

ASSISI - Tantissime persone radunate, dall’Italia e dal mondo per la celebrazione degli 800 anni della morte di san Francesco.

I MOMENTI PRINCIPALI DELLA GIORNATA

La celebrazione eucaristica conventuale delle 6, alla presenza di numerosi frati e di moltissimi fedeli, presieduta da fra Carlos Alberto Trovarelli, OFMConv, Ministro generale dei Frati minori conventuali e per loro 120° successore di san Francesco.

L’offerta delle preghiere dei devoti davanti alla tomba del Santo questa mattina alle 6.50 da parte dei frati 4 ottobre 2026.santa messa e offerta del preghiere dei devoti

L’arrivo del corteo cittadino con i bambini delle scuole, i Presidenti di Regione e i sindaci delle città capoluogo, gli ambasciatori e i rappresentanti di Stati accreditati presso la Repubblica Italiana, del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano, del Ministro del turismo Gianmarco Mazzi, del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Carlo Deodato, e delle altre cariche dello Stato.

Poco prima dell'inizio della celebrazione eucaristica è giunto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA

La santa messa è stata presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi e ha visto l’offerta dell’olio e l’accensione della Lampada Votiva dei Comuni d’Italia da parte del sindaco di Assisi, Valter Stoppini.

Il cardinale Zuppi, nella sua omelia, ha affermato: «Francesco scrive ai reggitori delle nazioni perché scelgano la pace. Non c’è tempo da perdere, perché la sofferenza è enorme […]. Allora laudato sì, Signore, perché frate Francesco povero è sempre un operatore di pace e rende ricchi gli altri, non possiede tutto perché ama tutto. Noi non staremo mai bene se possediamo ma solo se regaliamo».

Erano presenti anche: il poeta Davide Rondoni, Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’VIII centenario della morte di San Francesco e altri membri del comitato stesso; gli studenti vincitori del Concorso nazionale “San Francesco d’Assisi: il pensiero, l’opera, la cultura e la sua eredità”, bandito per l’anno scolastico 2025/2026 alla celebrazione del 4 ottobre 2026 dalla Direzione per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica del Ministero dell’istruzione e del merito.

I DISCORSI DALLA LOGGIA DEL SACRO CONVENTO

Dopo la conclusione della celebrazione eucaristica, si sono tenuti i discorsi dalla Loggia del Sacro Convento. Ha parlato anzitutto il Custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, a nome della Famiglia francescana. Egli ha dichiarato, rivolgendosi in modo particolare agli ambasciatori e ai rappresentanti di Paesi accreditati presso la Repubblica italiana: «Vorremmo ricordare oggi uno scritto poco conosciuto di san Francesco: la Lettera ai reggitori dei popoli. [...] Eccellenze, ottocento anni dopo, proprio da Assisi, vorremmo in qualche modo ripetere il suo gesto e affidarvi idealmente una lettera che nasce dalla sua memoria. Vi chiediamo di esserne messaggeri presso i popoli e i governi che rappresentate. [...] Da Assisi e dal mondo sale ancora una richiesta di pace, che la vita di ogni persona vale più di una frontiera conquistata, di un interesse economico difeso, di una supremazia affermata. [...] Ottocento anni dopo la sua morte, dunque, Francesco non ci consegna soltanto una memoria da custodire, ma ci ricorda che è possibile sperimentare la presenza viva dell’Altissimo e buon Signore, Creatore e Redentore, Amore che avvolge ogni creatura. Per questo possiamo ancora credere nella fraternità, quando prevale la contrapposizione; nella dignità di ogni essere umano, quando viene violata; nella cura della casa comune, quando prevale l’interesse immediato; nella pace, quando la guerra torna a essere considerata inevitabile».

In seguito ha preso la parola il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Egli ha detto: «Celebrare Francesco, oggi, qui al Sacro Convento, in questo importante anniversario, significa riflettere su un apparente paradosso, forse inspiegabile per una mentalità piuttosto diffusa. Come è stato scritto in una sua importante biografia, Francesco «non offriva una risposta politica alle ingiustizie sociali, al problema del male nel mondo”. Francesco chiedeva solamente di vivere, in povertà, pace e letizia, con i suoi fratelli e le sue sorelle, al seguito di Cristo e vivendo il messaggio del Vangelo, invitando al “privilegio della povertà evangelica”, esortazione che lo rendeva distinto dai movimenti pauperistici dell’epoca. Per questa scelta, radicale e sconvolgente agli occhi del mondo, l’uomo che, per sé e per i suoi seguaci volle la denominazione umile di “frati minori”, è diventato una delle figure più significative, più conosciute, più amate della storia universale».

L’ANGELUS DI PAPA LEONE

A seguire sui maxischermi è stato trasmesso l’Angelus di papa Leone XIV, durante il quale il Pontefice ha ricordato l’esperienza terrena di Francesco d’Assisi come dell’operaio nella vigna del Signore: «Proprio oggi, nell'ottavo centenario della morte, desidero ricordare un operaio che ha lavorato con gran frutto nella vigna del Signore, San Francesco d'Assisi. A San Francesco, Gesù stesso chiese di riparare la sua Chiesa».
«Il carisma di san Francesco - ha proseguito - porta frutto ancora oggi, dopo otto secoli. Lo testimoniano non solo la grande e vivace Famiglia francescana, ma i molti doni che la sua eredità spirituale diffonde nel popolo di Dio. Mentre dunque celebriamo l'anno giubilare francescano, chiediamo con perseveranza il dono della pace e impegniamoci sinceramente a costruire la concordia fra i popoli».
Al termine del suo intervento, il Santo Padre ha rivolto un saluto agli ascoltatori presenti in piazza ad Assisi per le celebrazioni del 4 ottobre: «Sono lieto per le molteplici iniziative che celebrano l'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi. Ricordo in particolare quelle che hanno avuto luogo ad Assisi con la presenza delle massime autorità dello Stato italiano».

DICHIARAZIONI DELLE ISTITUZIONI

Il Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’VIII centenario della morte di san Francesco, il poeta Davide Rondoni ha dichiarato: «Nella celebrazione religiosa e civile del 3 e 4 ottobre trova uno dei suoi momenti più importanti il lavoro che il Comitato ha compiuto favorendo segni e iniziative che permarranno nel tempo in Italia e fuori. Un’ esplosione di vita che ha creato statue, intitolato opere di solidarietà, fatto cantare i giovani e i poeti, dato linfa agli studi, alle arti, alla memoria e alla sperimentazione. La restituzione all’Italia della festa del patrono è stato il primo atto di fiducia verso il futuro e le sue vive radici».

«Oggi ad Assisi, in Umbria - ha affermato Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria - e in tutto il Paese abbiamo vissuto una giornata straordinaria, che celebra la memoria viva di San Francesco, cuore spirituale dell’Umbria e Patrono d’Italia. Questa ricorrenza rappresenta l’essenza stessa delle nostre radici e parla con forza a tutti. L'Ottavo Centenario della morte del Santo ci lascia in eredità la prossimità ai poveri, la cura del creato e un profondo dialogo sulla pace, capace di ridefinire le relazioni umane partendo dalla tutela e dal sostegno ai più indifesi. In occasione del Centenario abbiamo avviato azioni concrete e diffuse sul territorio: dalla scelta di realizzare l'Hospice pediatrico regionale alle attività per i giovani e la coesione territoriale fino alle risorse destinate ai Comuni umbri per valorizzare storia, pensiero e valori del Santo di Assisi. Rivolgo un ringraziamento sincero e profondo al Presidente Sergio Mattarella, la cui presenza ha suggellato il valore civile e spirituale di questo momento storico. Il suo discorso dalla Loggia del Sacro Convento ha unito l'alta autorevolezza del Capo dello Stato ad un'attenzione per i destini dei più deboli. Il Presidente, che ha raccolto le preghiere e le speranze del popolo italiano davanti alla lampada votiva, ha incontrato il calore autentico di una comunità coesa. La Regione Umbria riparte da oggi con il fermo impegno di custodire un modello umano, amministrativo e sociale, dove la politica non resta distante, ma si fa prossima con sensibilità alle fragilità umane, trasformando i valori francescani di solidarietà, cura e accoglienza in una guida per lo sviluppo economico sostenibile integrale, l'equità e il progresso civile di tutta la nostra comunità».

«È stato un grandissimo onore – ha affermato Valter Stoppini, sindaco di Assisi – accendere la lampada votiva dei Comuni d’Italia sulla tomba di San Francesco. Un gesto compiuto con gratitudine e commozione, responsabilità e umiltà, a nome dell’intera comunità, nella storica ricorrenza dell’ottavo centenario della morte del santo. Da quella fiamma si rinnova ogni giorno il messaggio francescano di pace e fratellanza e l’abbraccio di Assisi verso tutti i popoli in cerca di speranza. La presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso questa giornata ancora più significativa e solenne. Assisi, città di Francesco, è un luogo speciale dove istituzioni, comunità e persone di tutto il mondo s’incontrano nel segno del dialogo e dell’amicizia».

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Le celebrazioni continuano alle 16 con i Vespri in chiesa inferiore - presieduti dal Vescovo diocesano monsignor Felice Accrocca -, la processione alla Chiesa superiore e la benedizione all’Italia e al mondo dal Cupolino.

In serata continua il focus su Francesco d’Assisi su RAI1 in prima serata con una performance di Roberto Benigni e in particolare con un programma in diretta, “Francesco il Santo di tutti” che alle 21.55 da Perugia e da Assisi, con Giorgia Cardinaletti, celebra e ricorda il valore e il significato per noi oggi della figura di san Francesco.