ASSISI – Una Basilica di Santa Maria degli Angeli gremita di pellegrini ha accolto questa mattina la solenne Celebrazione eucaristica che ha aperto il Perdono di Assisi 2026, un’edizione dal significato particolarmente intenso perché inserita nell’Ottavo Centenario del Transito di san Francesco, che ricorda gli ottocento anni della morte del Poverello di Assisi, avvenuta proprio alla Porziuncola.
A presiedere la celebrazione è stato fra Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori, affiancato dai concelebranti fra Marco Vianelli, Ministro provinciale della Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, e fra Danilo Tremolada, Vicario provinciale. Insieme a loro centinaia di frati, religiosi, autorità civili e militari e migliaia di fedeli provenienti da tutta Italia e dall’estero hanno riempito il santuario della Porziuncola, cuore spirituale del francescanesimo.
La celebrazione apre ufficialmente la Solennità del Perdono di Assisi, l’indulgenza plenaria che può essere ottenuta dal mezzogiorno del 1° agosto fino alla mezzanotte del 2 agosto in tutte le chiese parrocchiali e francescane del mondo e durante tutto l’anno nella chiesa della Porziuncola, il luogo dove san Francesco volle concludere la sua vita terrena e affidare definitivamente tutto sé stesso alla misericordia di Dio.
«Il perdono ci precede: è un dono che attende solo di essere accolto»
Nell’anno in cui la famiglia francescana celebra il Transito del Santo, padre Massimo Fusarelli ha invitato l’assemblea a guardare alla Porziuncola come al luogo dell’inizio e del compimento della vita di Francesco: il grembo da cui nacque la sua vocazione e il luogo scelto per consegnarsi definitivamente al Padre.
Il Ministro generale ha ricordato che il Perdono di Assisi «non è un premio da conquistare, ma un dono da ricevere», sottolineando come la misericordia di Dio preceda sempre l’uomo. «Il perdono ci precede: viene prima delle nostre opere e attende soltanto che gli apriamo il cuore», ha affermato, indicando nella Vergine Maria, “piena di grazia”, l’immagine di chi si lascia trasformare dall’amore di Dio prima ancora di compiere qualsiasi opera.
In un tempo segnato dalle guerre, dalla paura e dalla violenza, Fusarelli ha richiamato le parole dell’angelo a Maria: «Non temere». Solo quando la paura lascia spazio alla fiducia, ha spiegato, può nascere il perdono, e solo il perdono rende possibile una pace autentica.
Un perdono che esce dalle chiese e cambia il mondo
Il cuore della meditazione è stato l’invito a non vivere il Perdono di Assisi come un’esperienza privata. «Un perdono che resta chiuso dentro di noi non cambia nulla», ha affermato, ricordando come san Francesco fece uscire il perdono dalla Porziuncola fino alla piazza di Assisi, riconciliando persone divise e indicando al mondo una via nuova. Per questo il perdono evangelico è «l’unica forza capace di interrompere la catena della vendetta», una scelta che domanda di disarmare anzitutto le parole e il cuore per diventare costruttori di pace nelle famiglie, nelle comunità e nella società.
Richiamando le tante guerre che continuano a ferire il mondo, dalla Terra Santa all’Ucraina, dal Myanmar ad Haiti, il Ministro generale ha affidato alla preghiera della Porziuncola il grido dei popoli che soffrono, chiedendo che il Perdono di Assisi diventi una concreta via di riconciliazione per tutta l’umanità. «Il Perdono di Assisi non termina attraversando questa porta», ha concluso. «Comincia quando noi stessi diventiamo, nelle nostre case e tra le persone che incontriamo, una porta aperta alla riconciliazione.»
Il Diploma di Teobaldo e l’apertura della Porta del Perdono
Al termine della celebrazione Fra Matteo Ferraldeschi OFM ha proclamato il Diploma di Teobaldo, il documento del 1310 che custodisce la più antica testimonianza storica dell’Indulgenza della Porziuncola. Successivamente fra Massimo Fusarelli ha aperto la Porta della Porziuncola, gesto che segna l’inizio della Solennità del Perdono, quindi ha incensato la piccola chiesa di san Francesco e guidato i fedeli nella professione di fede e nelle preghiere previste per ottenere l’Indulgenza plenaria.
Un dono che attraversa otto secoli
Secondo la tradizione, proprio nella Porziuncola, durante una notte dell’estate del 1216, san Francesco ottenne da Cristo il grande dono del Perdono per tutti coloro che, sinceramente pentiti, si fossero accostati a Dio. Ottocento anni dopo il suo Transito, la piccola chiesa continua a essere il cuore pulsante del messaggio francescano: un luogo dove la misericordia si fa esperienza concreta e dove il perdono non rappresenta il punto di arrivo di un cammino, ma l’inizio di una vita nuova. Le celebrazioni del Perdono di Assisi proseguiranno fino al 4 agosto con il passaggio di migliaia di pellegrini attraverso la Porta della Porziuncola e con un ricco calendario di liturgie e momenti di preghiera.







