DUE ANNI SENZA DON CESARE PROVENZI: IL SUO RICORDO CONTINUA NEL SEGNO DELLA SOLIDARIETÀ

ASSISI – Una giornata nel ricordo di don Cesare Provenzi, a due anni dalla sua scomparsa, ma anche nel segno di quella rete di solidarietà e amicizia che il sacerdote aveva contribuito a costruire tra Assisi, Torchiagina e la Tanzania. Le celebrazioni sono iniziate domenica 27 mattina alle 10, con la Santa Messa nella Cattedrale di San Rufino alla presenza di numerosi parrocchiani ed ex parrocchiani arrivati anche da Torchiagina, per rendere omaggio al parroco scomparso e ricordarne la figura e il lungo impegno al servizio della comunità.

Nel pomeriggio l'attenzione si è spostata sul progetto di Kasumo, in Tanzania, una delle esperienze alle quali don Cesare aveva dedicato energie, passione e attenzione. Il gruppo, rientrato da poco dalla missione a Kasumo, ha ripercorso i trent'anni di storia del progetto di sostegno alla comunità e alla scuola, nato grazie all'impegno dell’allora vescovo, monsignor Sergio Goretti, di don Cesare, della Caritas di Assisi e della comunità di Torchiagina.

Un cammino iniziato oltre trent'anni fa e cresciuto nel tempo, fino alla realizzazione di una scuola diventata un punto di riferimento per centinaia di studenti. Una storia raccontata anche attraverso un video che ha ripercorso le principali tappe del progetto e il legame costruito negli anni tra le comunità italiane e quella di Kasumo. Durante l'incontro sono stati presentati anche i progetti realizzati dal 2024 a oggi e quelli in programma per il futuro. Tra gli interventi più recenti c'è la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la scuola, mentre ora l'obiettivo è raccogliere nuove risorse per ampliare il dormitorio femminile.

A raccontare il significato di questo lungo percorso sono stati anche i protagonisti delle missioni. Un secondo video ha raccolto le testimonianze di chi ha partecipato alle diverse spedizioni, compresi i membri dell'ultima missione, che hanno condiviso emozioni, incontri ed esperienze vissute a Kasumo. Del gruppo hanno fatto parte anche la nipote di don Cesare, Alice Provenzi, in continuità con il compianto sacerdote, e Benedetta De Giovanni, figlia dell’architetto che fin dall’inizio ha preso parte al progetto e anche lui recentemente scomparso. La giornata si è conclusa con un concerto d'organo in Cattedrale.