ASSEMBLEA DIOCESANA, INTERESSANTE DIBATTITO SULLA CARITÀ POLITICA

ASSISI - Famiglia, ambiente, relazioni, pace, educazione, formazione, sono sono alcuni dei temi affrontati da Marco Tarquinio, editorialista e già direttore di Avvenire che, sabato 9 settembre, ha preso parte all'assemblea diocesana che si è svolta nel Centro pastorale di Santa Maria degli Angeli. Riportiamo qui di seguito alcuni passaggi del suo intervento.
TARQUINIO: "Il territorio della diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, ma soprattutto Assisi, è imperniato di fede profonda, con figure in grado di cambiare la vita della fede e delle persone. I cristiani sono uomini e donne che partecipano interamente al tempo in cui vivono, alle gioie, ai dolori, alle sofferenze e alle angosce degli altri fratelli e sorelle, nel segno della fede che - come diceva Benedetto XVI - aiuta a illuminare i valori che abbiamo saputo indagare e scoprire. L'azione politica è una delle azioni del cristiano: per noi italiani è naturale pensarla così, ce lo dicono anche i tessuti stessi delle nostre città: comunità civile e cristiana coincidevano, la chiesa è in mezzo alle case e le case non sono disgiunte dalla piazza, luogo di incontro, ma spesso anche sagrato della chiesa. Si tratta di comunità inclusive che discendono dalla fraternità di Dio e di Cristo, parola incarnata". Tarquinio ha poi fatto un appello alla fratellanza tra popoli: "molti di quelli che arrivano da lontano hanno la nostra stessa fede e non ce ne accorgiamo, li cataloghiamo per il colore della pelle senza pensare a quello che hanno dentro. E non bisogna dimenticare che il tempo cui viviamo è quello in cui la famiglia ha perso le sue dimensioni fondamentali, una crisi frutto delle politiche che sono state fatte. Abbiamo perso la dimensione verticale, quando le generazioni convivevano e che nella società che abbiamo costruito si è spezzata: ora ognuno vive per conto suo. Ma abbiamo anche perso la dimensione orizzontale: è in crisi il rapporto genitori-figli, abbiamo costruito sistemi di vita e di lavoro per cui padre e madre fanno fatica a stare insieme e anche i figli faticano a stare con i genitori. Abbiamo perso la sapienza civile del matrimonio: lo pensiamo come una gabbia e abbiamo costruito società da rapporti flebili che si sciolgono rapidamente. Ma ridare unità e armonia alla vita degli uomini e delle donne è una sfida per cui la comunità cristiana può essere protagonista, difendendo la vita nascente e nel rispetto assoluto della vita morente: ma da cristiani dobbiamo difendere e amare la vita in tutte le sue fasi, anche quando c'è un fratello in mezzo al mare che chiede di essere salvato. E invece la politica spesso ragiona per slogan e c'è il rischio di dissociazione tra la vita di fede e la vita di tutti i giorni. Anche per questo vorrei concludere invitandovi a leggere il capitolo V della Fratelli Tutti, “La migliore politica” , quella posta al servizio del vero bene comune su cui dovrebbero riflettere non solo i politici, ma anche chi si interessa del bene comune e del governo della cosa pubblica".
Dopo un interessante dibattito al quale hanno preso parte anche diversi amministratori tra cui: il vice sindaco di Assisi, Valter Stoppini, la presidente del consiglio comunale Donatella Casciarri, il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, il consigliere comunale Laura Pizziconi ed altri.
Le conclusioni dell'assemblea sono state poi affidate al vescovo, monsignor Domenico Sorrentino. Riportiamo qui di seguito una sintesi del suo intervento:

SORRENTINO: "Dire Chiesa significa dire che Gesù ci anima con il suo Santo Spirito ci nutre col suo corpo e ci rende una cosa sola. Qui ad Assisi c'è una Chiesa dalla fragranza speciale, con Francesco, Chiara e ora anche il Beato Carlo Acutis. il Signore l'ha curata nella sua storia, perché si aspetta da questa Chiesa, nel quadro della Chiesa più grande e del mondo, qualcosa di speciale e di bello. Come diciamo nella nostra preghiera, dobbiamo 'ritornare a Gesù, nostro amore nostro tutto, con Maria e in Maria, nello Spirito Santo". La carità politica è dentro Gesù, anche lui ha fatto politica: e la Chiesa, pur piccola, pur prosciugandosi, è il lievito per ricostruire la famiglia di Dio. Gesù è venuto a ricostruire la famiglia umana e la città umana, il cosmo turbato dal nostro peccato. Il Vangelo è armonia da ricostruire, perché disturbata dal peccato. E Gesù, con il suo 'date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio', ha fondato la laicità cristiana; un valore che spesso oggi fraintendiamo, ma che la comunità cristiana percepisce e vive. La carità politica è amore per il Cristo crocifisso, che non si deve limitare a carità verso il fratello o verso la Caritas, ma a tutto campo: a un fratello non si dà solo vitto e alloggio, ma si guarda più lontano, si cerca una casa e un lavoro, per dare una risposta vera di amore. E in politica i cristiani non possono avere un solo partito, ma devono avere una sola coerenza di valori. Sicuramente possono avere un partito di ispirazione cristiana esplicita: quando è nata la Democrazia Cristiana, gli iscritti avevano 40 anni di formazione, ma poi una volta al potere si è perduta la radice formativa e spirituale. Anche per questo questo primo anno di formazione del nostro cammino sulla carità politica è una scelta avveduta: abbiamo una scuola di teologia interdiocesana, la Evangelii Gaudium, che tocca il lato politico; abbiamo le scuole di Bibbia e vita cristiana, c'è un laboratorio di pastorale, la scuola sociopolitica intitolata al Toniolo, e a Foligno una scuola di economia intitolata a San Francesco e al Toniolo. Mi piacerebbe inoltre più attenzione per i ragazzi e poi come regalo per i 17 anni di servizio mi faceste il regalo di leggervi attentamente la lettera pastorale".