FELICITAZIONI FRANCESCANE, LA PACE ISPIRATA DAL POVERELLO DI ASSISI – VIDEO E PODCAST

ASSISI – “Francesco a Spoleto rinuncia alla guerra: il conflitto è davvero l’ultima soluzione?” è il tema affrontato dal vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Felice Accrocca, nella settima pillola francescana, uscita venerdì 21 agosto, nella rubrica “FeliCitazioni francescane”.

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Il vescovo spiega che Francesco dopo essere stato per un anno prigioniero dei perugini, ritornò alla sua città e alla vita di sempre. «Passati pochi anni», tentò ancora una volta di raggiungere la sospirata gloria attraverso una spedizione militare. Da quel momento, il Signore cominciò a fargli sentire la sua voce.

Dalla ricerca della gloria militare Francesco passò all’obbedienza alla volontà del Signore: l’esperienza di Spoleto segna la svolta decisiva nel percorso di conversione del santo di Assisi.

“In un momento di verità con sé stesso – aggiunge il vescovo – ebbe una notte piuttosto tormentata e al mattino cambiò direzione e tornò indietro”.

Egli infatti era da poco partito per la spedizione militare quando, giunto a Spoleto, cominciò a non stare bene; nel dormiveglia intese qualcuno che lo interrogava su chi egli avesse voluto servire, se il padrone o il servo, quindi la stessa voce gli intimò di fare ritorno ad Assisi, dove gli sarebbe stato detto cosa avrebbe dovuto fare.

“Credo – ha concluso il vescovo – che oggi dovremmo riflettere su questo. La guerra è l’unica possibilità? L’unica opzione possibile? A volte ci sono persone che amano stare in guerra con tutti, ma anche a livello internazionale la guerra è l’unica soluzione? Non c’è una possibilità diversa? Quanto ne guadagneremmo tutti se imparassimo a vivere in pace con noi stessi e con gli altri, in pace tra le nazioni. La domanda è questa: è se scoppiasse la pace?”.