ASSISI – “Quante volte incontriamo il Cristo in questa città e non lo riconosciamo, lo dico anche io, da vescovo, il primo a cui spetta di vivere questa dimensione. Ci aiuti Signore a darne testimonianza di vita”. E’ l’invito e l’auspicio del vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Felice Accrocca, a chiusura dell’omelia della celebrazione eucaristica del Corpus Domini che si è tenuta nella serata di giovedì 4 giugno nella cattedrale di San Rufino.
Monsignor Accrocca si è soffermato più volte sulla necessità di fermarsi al puro devozionismo. “Chi non mangia la carne del Signore e non beve il suo sangue non ha la vita, ma per adempiere non basta conoscerli sotto i segni sacramentali perché – ha detto – la realtà sacramentale è molto più ampia e la Parola di Dio ci indica altre presenze reali del Signore. Se non le riconosciamo non possiamo adempiere al suo comando, perché ci limiteremmo alla pura devozione: l’inginocchiarsi, gli incensi, l’adorazione – ha continuato – sono tutte cose buone perché non basta riconoscere lì il Signore se io non lo riconosco nei fratelli. Allora la presenza reale del Cristo è molto più articolata, molto più estesa e molto più impegnativa, perché è facile inginocchiarsi davanti all’Eucaristia, molto più difficile di fronte a un povero che non profuma di incenso, molto più difficile riconoscerlo dentro a un carcere. La tentazione è rifugiarsi e limitarsi a questa dimensione; preghiamo il Signore che ci aiuti a riconoscerlo in quelle realtà dove lui si è identificato”. Dopo la messa c’è stata solenne processione con il Santissimo Sacramento fino alla Basilica di San Francesco.







